9 mesi e poi,  Life Style

Allattamento la nostra avventura lunga 18 mesi

Un percorso iniziato in salita e terminato con consapevolezza e rispetto.Ho deciso di parlarvi dei 18 mesi in cui ho allattato Camilla.

Quando è iniziato tutto….

E’ giusto raccontarvi la mia storia dall’inizio. Ricordo ancora la montata lattea arrivata in ospedale il secondo giorno,il dolore,i seni duri come il marmo,le docce calde,gli impacchi con l’acqua calda.Il primo periodo non è stato facile,il dolore iniziale,un carico di nuove emozioni da gestire,gli ormoni,una nuova vita tra le mani da crescere e proteggere,in più lo ammetto come tante mi vergognavo a dover allattare davanti ai famigliari e agli amici. Usavo un copri capezzoli in gomma consigliatomi in ospedale dalle ostetriche per far attaccare meglio Camilla (ne ho cambiati tre modelli prima di trovare quello giusto).Sono sempre stata convinta di volerla allattare al seno,e ce l’ho messa tutta per non perdermi d’animo.Essendo una cosa nuova avevo tanti dubbi:sulla posizione, sulla quantità così abbiamo fatto una bella chiacchierata con un’ostetrica e abbiamo iniziato questa nuova avventura.

Le prime sensazioni

Ricordo ancora che all’inizio Camilla mangiava ogni due ore precisa come un’orologio svizzero, mettevo il timer nel telefono per capire quanto tempo avevo per fare altro (anche solo una doccia).C’è stato un periodo quando Papà Lovis è tornato al lavoro che vedevo scorrere le giornate davanti a me seduta sul divano con Camilla in braccio…un pò come quelle scene dei film dove tutto si muove veloce e tu sei li seduta immobile. All’inizio è sconfortante, vorresti renderti utile in casa, in famiglia o anche solo farti una doccia in tranquillità. Lei è sempre stata una bambina ad alto contatto che appena la posavi nella culla,nel lettino,nel lettone si svegliava.(è andata molto meglio dopo i 4 mesi quando ho iniziato a portarla nel marsupio)

Ho deciso di allattare a richiesta assecondando i bisogni di Camilla. La vergogna nel giro di poco è passata, anche se ho sempre allattato Camilla con riservatezza sia che fossimo a cena fuori, su una panchina al parco o in spiaggia…

Inizialmente la fase più tosta sono state le nottate,svegliarsi ogni due ore è davvero tosta,mi alzavo andavo sul divano per non svegliare papà Lovis e puntualmente ci trovava ancora li mezze addormentate  la mattina seguente.Ho anche eliminato i para-capezzoli,un giorno parlando di coliche gassose con l’osteopata di Camilla mi ha detto” prova a togliere quelli” e avevo paura lo ammetto ma così ho fatto,è stato doloroso per via delle ragadi,nel giro di poco sono passate anche quelle, eliminare i paracapezzoli è stata ma una vera liberazione e ho anche scoperto una cosa importantissima:

Mentre si allatta si creano dei vuoti e in questi vuoti la saliva del neonato penetra all’interno del capezzolo della mamma. Su di esso vi sono dei recettori, così come sulla ghiandola mammaria, che rilevano in modo preciso che vi è qualcosa di anomalo nello stato di salute del bambino. In caso di infezione, quindi, stimolano il sistema immunitario materno affinché produca un maggior numero di anticorpi specifici.Uno straordinario esempio di come la natura funzioni perfettamente se non si interferisce

mamme.it

Tutto è proseguito con serenità abbiamo trovato il nostro equilibrio.

Nuovi equilibri

A 6 mesi abbiamo iniziato lo svezzamento, abbiamo proseguito con l’allattamento diminuendo le poppate.

A 10 mesi sono rientrata al lavoro e anche qui abbiamo dovuto trovare un nuovo equilibrio,allattavo Camilla alla mattina presto e subito appena tornavo dal lavoro.Ammetto che la richiesta è aumentata per via del distacco.

A 13 mesi ha iniziato l’asilo e anche qui abbiamo trovato un nuovo equilibrio,tante nuove emozioni,Solitamente appena arrivavamo a casa si attaccava subito.Ricordo di averla allattata anche all’asilo in un’angolo con le poltrone

voglio pensare alla fine di questo rapporto come l’inizio di una nuova avventura

Ci siamo sempre detti che sarebbe stata Camilla  a scegliere quando smettere di prendere la titta. Crescendo le poppate sono diminuite molto, durante il giorno a volte non la cercava neanche. Non è mai stata una bambina che con la mano cercava il seno infilando la mano sotto maglietta. Durante la notte però si svegliava cercandomi almeno 3 volte e si riaddormentava solo attaccata. C’è stato anche un momento dove ne voleva solo una.  

Poi abbiamo deciso di toglierla, parlo al plurale dicendo che abbiamo deciso di smettere perché avere una persona accanto pronta a sostenerti in una situazione così è importante. Abbiamo scelto il momento migliore sotto l’aspetto riposo e meno adatto sotto l’aspetto attaccamento. Abbiamo deciso di toglierla durante la quarantena (per chi leggerà questo post tra qualche anno…la quarantena Covid19)

Prima ho raccolto un po’ di informazioni da mia sorella, dalle amiche con figli e da neomamme come me. Abbiamo scelto questo periodo come dicevo perché in caso di notti in bianco non andando al lavoro avremo avuto modo tutti e tre di riposarci. Consigliano di diminuire le poppate piano piano. Noi avendo praticamente solo quelle della sera e una al pomeriggio abbiamo provato coccolarla al primo pianto notturno e dicendole la mamma non può darti la titta. Il primo tentativo non è andato bene, non ero pronta io al distacco e alla notte c’è poco da inventare…e fare test..il pianto era disperato e di notte non ragiono lucidamente come di giorno, non volevo svegliare il palazzo e così l’ho fatta attaccare.

Il giorno dopo era abbattutissima, più volte ne abbiamo parlato dicendo non ce la faremo mai. Mi avevano anche consigliato la tecnica del cerotto, ma ammetto di aver detto “non voglio mentirle e dire che la titta ha la bua, non è giusto” Abbiamo fatto passare 10 giorni e abbiamo provato per curiosità la tecnica del cerotto, l’ho messo al mattino e casualmente Camilla ha chiesto la titta al mattino, ricordo la scena come se fosse ieri. Eravamo sul divano io e lei, con la mano mi ha indicato la titta,le ho detto “la mamma non può ha la bua” mi sono sentita una bugiarda ma volevo anche mostrarle sicurezza, e le ho mostrato il cerotto. E’ diventata rossa e ha iniziato a piangere come non aveva mai pianto, un pianto di spavento. Papà Lovis è corso in salotto, io ho abbassato la maglietta e ho cercato di abbracciarla dicendole ha la bua ma non è colpa tua…mi sono sentita una cacca (si po’ dire’)

Avevo un nodo allo stomaco e mi sentivo male per averle mentito.

Si è calmata tra le braccia del papà,nel pomeriggio ha richiesto la titta, le ho sempre detto “la mamma ha la bua ma non è colpa tua”, le reazioni piano piano sono cambiate, come se avesse capito. Alla notte le abbiamo proposto il biberon di camomilla(quella senza zucchero) e senza tante storie si è tranquillizzata con quello e con qualche coccola. Il secondo giorno è stato tutto diverso, alla sua richiesta la mia risposta era sempre quella “ha la bua ma non sei stata tu” il nostro rapporto è cambiato, ogni volta che le dicevo così ha iniziato ad abbracciarmi come per dirmi mamma passa tutto, la bua è arrivata perché non svuotandole si sono riempite creandomi qualche dolore. Alla sera mi chiudevo in bagno per svuotarle manualmente. Il fatto di essere in quarantena a stretto contatto 24 h su 24 ci ha dato modo di poter stare insieme e non vivere il distacco dal seno come un distacco dalla mamma. Le ho sempre detto la mamma c’è…giochiamo,leggiamo,giochiamo. Non potendo uscire abbiamo cercato di distrarla, ci sono stati dei momenti in cui ha gnolato molto,le mancava la titta, era chiusa in casa senza poter uscire e ….sono arrivati i molari,alla notte voleva dormire attaccata a me tenrdnomi la mano.

 Un periodo davvero tosto. Nel giro di 12 giorni abbiamo trovato il nostro equilibrio e Camilla ha iniziato a comportarsi come se non l’avesse mai presa. E’ stato strano vedere la cosa come un’impresa impossibile e trovarsi nel giro di pochi giorni in totale serenità.

Avendo tolto la titta soprattutto quella notturno abbiamo detto perché non proviamo a metterla nel lettino? quel lettino che ci ha regalato il nonno….quello che usiamo per appoggiare i vestiti.Provare non costa nulla.Abbiamo spostato il lettone,abbiamo invertito i nsotri “posti” e l’abbiamo avvicinato come se fosse una netx to me (è un po’ più basso rispetto al lettone) dalla curiosità si è addormenta li dalla prima sera,ai risvegli le davo il biberon con la camomilla.Piano piano è diventata una nuova routine, ho fatto fatica a ricominciare a dormire in più di 5 cm,mi mancava tantissimo non poter dormire abbracciate. Ma è giusto così…per lei e per noi

Ora continua a dormire nel suo lettino con il suo leone, ogni tanto ci svegliamo e la troviamo in mezzo a noi due (mi passa sopra e non me ne accorgo…)si sveglia a metà notte e prende il suo biberon sul comodino con la camomilla beve e si riaddormenta.

La nostra Camilla sta diventando grande e porterò sempre nel cuore questi 18 mesi bellisismi.

Sono felice di avervi raccontato la nostra esperienza, ricordatevi che ogni bambino è diverso e ogni genitore è diverso ascoltate il vostro bimbo e il vostro cuore.

Prendetevi il vostro tempo.

fotografia presa da Pinterest

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